Dopo la tragedia, le polemiche. L’incidente avvenuto sabato notte poco dopo le 2.30 sulla provinciale 107 a Livraga, in cui ha perso la vita il 20enne Luigi Sari di Borghetto, lascia infatti oltre al dolore per la perdita di un ragazzo giovanissimo, promettente giocatore del Sancolombano, anche la polemica sulle possibili cause del dramma. I compagni di Luigi sostengono che la rotonda di Livraga, dove si è verificata la fatale carambola e dove è aperto un cantiere, non era a norma, a dispetto di quanto affermato nelle ore successive all’incidente dal sindaco della borgata, Ettore Serafino Grecchi. Il primo cittadino ha confermato che il cantiere era a norma, dotato di cinque proiettori luminosi intermittenti e funzionanti, ben visibile dunque nelle ore notturne. «Dopo essere finiti sulla rotonda con la mia Opel, io e il ragazzo che trasportavo, illesi, siamo riusciti a tirarci fuori da soli. Il colpo era stato ammortizzato dalla terra di uno scavo. Poi abbiamo visto l’Audi A3 fumante che, per essere stata sbalzata al di là dell’incrocio, era completamente distrutta. A quel punto, senza esito, si è tentato di liberare i nostri tre amici, ma loro erano intrappolati nell’abitacolo e soprattutto Luigi, riverso, già non dava segni di vita», è il drammatico racconto di Nikolas Chiabai. Nikolas è uno dei ragazzi coinvolti nell’incidente in cui ha perso la vita Luigi Sari, “Bigio” per gli amici. Sul posto, allertati da alcuni passanti, sono intervenuti i sanitari del 118 di Lodi, l’automedica di Casale, la Croce Casalese, i carabinieri di Lodi e Codogno. Sono stati proprio i sanitari a tentare di estrarre i feriti dall’abitacolo, mentre sopraggiungevano anche i vigili del fuoco di Casale. Il tutto nella speranza che le conseguenze per le persone coinvolte non fossero particolarmente gravi, nonostante la terribile carambola. «Quello che posso dire, anche se non riporterà in vita Luigi, è che siamo distrutti. In ogni caso, né io né la persona che conduceva l’Audi, avevamo bevuto ed è stato dimostrato grazie agli etilometri. I carabinieri ci hanno fatto fare il test due volte e siamo risultati sobri». E proprio qui monta la polemica. «Per quanto riguarda le responsabilità, io ho preso esclusivamente 36euro di multa perché non andavo a 40 allora. La mia auto è sotto sequestro soltanto perché uno di noi ha perso la vita e dobbiamo favorire le indagini». Secondo il giovane e il gruppo di amici, la rotonda è stata messa in sicurezza dopo il tragico incidente e quella notte non era a norma, come invece ha sostenuto il sindaco di Livraga: «Giuro che alle 2.30, ora dell’impatto, i riflettori luminosi non c’erano o almeno erano spenti. Al di là di qualche normale lampione posto nei dintorni, l’incrocio era sicuramente poco visibile. Poi, l’indomani, quando alle 8 siamo tornati a Livraga, tutto è parso magicamente a posto». La procura di Lodi ha disposto l’autopsia sul corpo di Sari, che verrà eseguita questa mattina. La salma del giovane di Borghetto dovrebbe tornare a casa nel pomeriggio: la camera ardente sarà allestita presso l’abitazione di via Saragat 2. Si dovrà attendere il via libera dell’autorità giudiziaria prima di svolgere i funerali. Se ne occuperà l’impresa di pompe funebri Lucchini di Borghetto. Le esequie verranno celebrate nella parrocchiale: la salma verrà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero comunale.
Paola Arensi
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