venerdì 23 maggio 2008

Auto contro la rotonda, muore 20enne

Venerdì notte il giovane rientrava con alcuni amici da Casale: secondo il sindaco il cantiere è in regola
Avrebbe dovuto giocare nella partita di andata Sant’Angelo-San Colombano prevista ieri Luigi Sari, il calciatore ventenne che ha perso la vita venerdì notte schiantandosi con gli amici contro la nuova rotonda di Livraga. Attendeva quel momento con ansia e quel giorno, terminati gli allenamenti, si era fatto pregare un po’ prima di ritrovare l’energia giusta e concedersi ai coetanei per qualche ora di "movida” sotto le stelle. Ma il suo sogno è stato infranto da un crudele destino. Nella notte tra venerdì e sabato, alle porte di Livraga e lungo la strada provinciale 107, chilometro 13, si è consumata una vera tragedia. Erano circa le 2.30 quando, una comitiva di amici residenti a Borghetto, divisi su 3 auto e di età compresa tra i 19 e i 33 anni, stava tornando a casa dopo un normale venerdì sera trascorso a divertirsi al Mediterraneo di Casalpusterlengo. Tra di loro c’era la vittima, uno sportivo conosciuto e amato in tutto il circondario. La compagnia viaggiava in direzione Ospedaletto-Livraga. In base alle prime ricostruzioni, la capofila, un’Opel Astra Station Wagon grigia, condotta dal 21enne N.C., è finita sull’incrocio livraghino. La macchina è stata sbalzata con violenza, per poi fermarsi su un fianco. Vicino al conducente viaggiava un altro ragazzo ma, fortunatamente, nessuno dei due si è procurato ferite gravi, anche se il 33enne F.B. è tutt’ora ricoverato all’ospedale. Mentre sul posto sopraggiungevano i carabinieri di Orio Litta e Codogno, i vigili del fuoco di Lodi, il servizio 118, la Croce Casalese, una seconda berlina, l’Audi A3 che trasportava il tranquillo Luigi, si è schiantata contro il primo mezzo incidentato, prendendo letteralmente il volo. Il cordolo della rotatoria ha fatto da trampolino, facendo finire la vettura a notevole distanza e sbalzando due dei passeggeri fuori dal finestrino per poi trasformarsi in trappola mortale per il terzo. Se, in seguito al doppio schianto, 4 dei 5 giovani coinvolti hanno riportato soltanto qualche ferita lieve, forti contusioni e fratture, con una prognosi massima di 20 giorni e finendo nei pronti soccorsi di Lodi e Codogno, il centrocampista 20enne Luigi Sari, che viaggiava sul retro dell’Audi ha avuto la peggio. In seguito al ribaltamento e allo schiacciamento dell’auto che lo trasportava, il malcapitato ha smesso di respirare in pochi minuti. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione dei sanitari intervenuti che, insieme ai vigili del fuoco, lo hanno estratto speranzosi dall’auto fumante e completamente distrutta. Le cause precise della morte saranno stabilite soltanto nelle prossime ore. Distrutta la famiglia del ragazzo che, pochi mesi prima, aveva anche festeggiato l’ottenimento di un ottimo impiego presso la Banca di credito cooperativo locale. Oggi il corpo si trova a disposizione della procura, presso la camera mortuaria dell’ospedale Maggiore di Lodi, per gli accertamenti e a breve le autorità giudiziarie decideranno se richiedere l’autopsia oppure no. Poi sarà la ditta di onoranze funebri Lucchini di Borghetto a fissare la data del funerale ed occuparsi delle esequie. Nel frattempo non sono emerse indiscrezioni sugli esiti dell’alcol test effettuati sui conducenti e i mezzi rimangono sotto sequestro presso la Ditta Sole di Ospedaletto. Inoltre si discute con sollievo della sorte differente di una terza vettura, una Fiat Stilo, che, forse perché ha mantenuto le distanze, è riuscita a compiere la giusta manovra ed evitare problemi. Ancora da stabilire le cause dell’accaduto, anche se tra le ipotesi più accreditate si annoverano un probabile errore di distrazione e l’eccessiva velocità del mezzo. Sabato mattina, il sindaco di Livraga Ettore Serafino Grecchi, sentitamente toccato dall’accaduto, a scanso di equivoci è intervenuto personalmente durante i rilievi eseguiti dalle forze dell’ordine alla presenza dei parenti delle famiglie coinvolte e dei tecnici comunali. Il primo cittadino racconta che l’impianto, costantemente dotato di ben 5 proiettori luminosi intermittenti, la notte è ben visibile: «Come padre comprendo il dramma che ha travolto la famiglia del ragazzo ma, come amministratore, devo chiarire che la ditta incaricata di svolgere i lavori aveva lasciato tutto in ordine e il cantiere era perfettamente a norma. Proprio per questo motivo i carabinieri non ci hanno attribuito alcuna responsabilità».
Paola Arensi

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